Come sappiamo, il ruolo principale dell’intermediario rifiuti è quello, indipendentemente dalla loro detenzione o meno, di occuparsi della raccolta, trasporto e del collocamento dei rifiuti.
Per farlo è necessario che questa figura professionale adoperi tutte le proprie capacità di contrattazione per stringere un’accordo favorevole e conveniente che coinvolge anche l’azienda produttrice e gli impianti di trattamento rifiuti.
Infatti, l’intermediario deve avere una importante rete di contatti che gli permetta di trovare il giusto impianto trattamento rifiuti, in base alla loro tipologia e quantità.
In questo senso, l’attività di analisi e classificazione dei rifiuti consentono di comprendere quali tipi di rifiuti si dispongono e se sono destinati al recupero e smaltimento di rifiuti.

Gli impianti di trattamento rifiuti pericolosi e non pericolosi
Il trattamento dei rifiuti industriali prevede la loro gestione presso impianti che possiedono strutture e macchinari che si occupano del corretto smaltimento dei rifiuti a seconda della loro tipologia. Ad esempio, negli impianti per il trattamento rifiuti pericolosi e non si possono trovare aree per lo stoccaggio, ricondizionamento, accorpamento, miscelazione, selezione, cernita, recupero, pressatura, triturazione progettate per gestirli se sono:
- rifiuti liquidi;
- rifiuti solidi e fangosi;
- rifiuti solidi assimilabili urbani;
- RAEE;
- rifiuti solidi e fangosi;
- rifiuti speciali;
- rifiuti inerti.
Le analisi e la classificazione dei rifiuti permette di stabilire in base alla loro composizione se sono destinati al trattamento e recupero.
Impianti trattamento rifiuti speciali
L’intermediario dei rifiuti ha il compito di trovare per conto dell’azienda cliente l’impianto di trattamento di rifiuti speciali autorizzato nel quale dovranno essere collocati, rispettando le normative e adoperandosi alla corretta gestione documentale per garantirne la tracciabilità. Questa tipologia di rifiuti possono provenire da:
- lavorazioni industriali;
- lavorazioni artigianali;
- attività commerciali;
- attività di servizio;
- attività sanitarie;
- demolizioni, costruzioni e scavi;
- veicoli fuori uso;
- dal recupero rifiuti e dallo smaltimento di rifiuti di acque reflue, fanghi e prodotti dopo aver effettuato il loro trattamento.
In base al loro tipo chimico-fisico verrà loro assegnato il codice CER e sarà possibile individuare gli impianti di trattamento dei rifiuti idonei a cui destinarli nei quali vengono separati e raggruppati per materiali omogenei e se contengono metalli pesanti vengono portati in impianti di inertizzazione.

Gli impianti per il trattamento e recupero dei rifiuti
La gestione dei rifiuti è un tema importante a livello ambientale, anche per la questione relativa alla plastica, non solo per la destinazione dei rifiuti solidi urbani ma anche per i rifiuti derivanti da produzioni industriali, agricole, edili e farmaceutiche. Sotto questo aspetto le soluzioni possono essere 3 e prevedono la destinazione dei rifiuti presso:
- impianti di recupero per quei rifiuti che possono essere trattati e trovare un nuovo utilizzo;
- impianti di smaltimento rifiuti dotati di macchine che permettono la loro distruzione abbattendo i materiali e le sostanze nocive per l’ambiente;
- le discariche autorizzate per i materiali che non possono essere riciclati o trattati e suddivise nella gestione dei rifiuti inerti, non pericolosi e pericolosi.
Nel caso degli impianti di trattamento di rifiuti, essi devono avere strutture attrezzate con sistemi di vagliatura e separazione efficaci ed innovativi per separare efficacemente i metalli ferrosi e garantire un alto livello di purezza e dotati di efficaci sistemi di abbattimento delle polveri prodotte durante le fasi di lavorazione.
Come individuare gli impianti di smaltimento e recupero giusti
L’intermediario dei rifiuti deve disporre di una grande capacità di gestione dei contatti e della rete di impianti nei quali deve destinare i rifiuti da collocare per conto dell’azienda cliente.
Per questa operazione serve tenere ben presente la quantità ed il tipo di rifiuti che si detiene e/ si deve trasportare presso impianti di trattamento di rifiuti liquidi, trattamento rifiuti solidi pericolosi e non, di rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi.
Questi impianti devono avere macchinari ed autorizzazioni previste dalla Legge per le aziende operanti nella gestione dei servizi per l’ambiente e nello smaltimento finale dei rifiuti. Essi possono essere trituratori, mulini a martelli utili e sistemi per la selezione e separazione dei rifiuti in base alle tipologie di materiali e volumi diversi per affidarli a nuovi processi e trasformarli in materia prima secondaria dividendo le frazioni organiche da quelle inorganiche come ad esempio la sabbia.
L’attività di intermediazione rifiuti si deve muovere nel rispetto delle norme tecniche per stoccare, detenere, trasportare e collocare i rifiuti con accordi realizzati combinando la tutela dell’ambiente ed i contenuti costi operativi nell’affidamento del migliore impianto di trattamento rifiuti.






