La definizione della tipologia di rifiuti è fondamentale per capire la modalità del loro smaltimento ed essa viene fatta conoscendo la provenienza e la pericolosità degli stessi.
Infatti, in base al comma 3 dell’articolo 184 del D.lgs. 152 del 2006, il Testo Unico ambientale divide i rifiuti tra:
- rifiuti urbani, ovvero quelli prodotti dagli utenti domestici;
- rifiuti speciali, ossia quelli creati dalle attività di produzione di aziende ed imprese.
Inoltre, per entrambe le categorie troviamo rifiuti pericolosi e non pericolosi, dove i primi sono quelli che hanno al loro interno sostanze altamente inquinanti e che necessitano un trattamento ad hoc per abbattere la loro capacità nociva.

Rifiuti speciali quali sono
Il D.lgs 116 del 2020 ha modificato diverse sezioni del decreto legislativo 152 del 2006, in particolare le Disposizione Generali del Capo I ed il Titolo I Gestione dei rifiuti che contengono l’articolo 184 comma 3 sui rifiuti speciali.
Il nuovo decreto che ha recepito le quattro direttive europee sull’economia circolare ha fatto sì che rientrassero tra i rifiuti speciali:
- i rifiuti derivanti dalle attività agricole, agro-industriali e della silvicoltura;
- i rifiuti generati da attività di costruzione, demolizione e scavo;
- i rifiuti creati dalle lavorazioni industriali;
- i rifiuti generati da attività commerciali;
- i rifiuti realizzati da attività di servizio;
- i rifiuti prodotti dall’attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue ed i rifiuti da abbattimento di fumi, dalle fosse settiche e dalle reti fognarie;
- i rifiuti frutto delle attività sanitarie;
- i veicoli fuori uso.
Il produttore di rifiuti, tranne per i rifiuti generati da attività agricole, agro-industriali e della selvicoltura, quelli che derivano dalle attività di scavo, costruzione o demolizione e da attività sanitarie, dovranno specificare la loro provenienza di rifiuto urbano o rifiuto speciale determinante per il trattamento rifiuti.
Quali sono i rifiuti urbani
I rifiuti urbani sono quei rifiuti domestici derivanti da luoghi come le abitazioni civili ma possono essere anche:
- rifiuti ingombranti e provenienti dalla spazzatura delle strade;
- rifiuti provenienti dallo spazzamento di aree e strade pubbliche;
- rifiuti vegetali di aree verdi, come ad esempio giardini, parchi ed altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale.
L’individuazione dei rifiuti di origine domestica e di quelli speciali è fondamentale per determinare quale sarà l’ attività di recupero e smaltimento. Infatti, la gestione rifiuti dei primi avviene con l’intervento della pubblica amministrazione mentre lo smaltimento rifiuti dei secondi viene effettuata attraverso l’opera di aziende autorizzate.
Inoltre, la valutazione delle sostanze che contengono al loro interno è determinante in quanto lo smaltimento dei rifiuti speciali pericolosi è molto più complessa e dispendiosa di quella che coinvolge i rifiuti non pericolosi.
La differenza tra rifiuti urbani e rifiuti speciali
La differenza tra rifiuti urbani e speciali è la loro provenienza, ovvero se la loro generazione è domestica o se sono rifiuti derivanti da attività produttive, con i primi che vengono gestiti dalla pubblica amministrazione ed i secondi da aziende autorizzate.
Inoltre, i rifiuti speciali si distinguono da quelli urbani anche per il possesso del Codice CER, il Catalogo Europeo dei Rifiuti, che permette di individuare gli adempimenti sulla gestione dei rifiuti ed i procedimenti di qualificazione ed autorizzazione degli operatori del settore.
Infatti, il codice a sei cifre indica per ogni rifiuto la loro tipologia ed il loro processo produttivo e si distinguono, sulla base dell’ Elenco Europeo dei Rifiuti, tra:
- rifiuti derivanti da prospezione, estrazione da miniera o cava e dal trattamento di minerali fisico e chimico;
- rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca, trattamento e preparazione di alimenti;
- rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli, mobili, polpa, carta e cartone;
- rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce e dell’industria tessile;
- rifiuti della raffinazione del petrolio, purificazione del gas naturale e trattamento pirolitico del carbone;
- rifiuti dei processi chimici inorganici;
- rifiuti dei processi chimici organici;
- rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di rivestimenti come pitture, vernici e smalti vetrati, adesivi, sigillanti e inchiostri per stampa;
- rifiuti dell’industria fotografica;
- rifiuti generati da processi termici;
- rifiuti prodotti dal trattamento chimico superficiale e dal rivestimento di metalli ed altri materiali, idrometallurgia non ferrosa;
- rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastica;
- oli esauriti e residui di combustibili liquidi;
- solventi organici, refrigeranti e propellenti di scarto;
- rifiuti di imballaggio, assorbenti, stracci, materiali filtranti e indumenti protettivi;
- rifiuti non specificati nell’elenco
- rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione, comprendente anche il terreno di siti contaminati;
- rifiuti prodotti dal settore sanitario e veterinario o da attività di ricerca collegate, tranne i rifiuti di cucina e di ristorazione che non provengono direttamente da trattamento terapeutico;
- rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti, impianti di trattamento delle acque reflue fuori sito, dalla potabilizzazione dell’acqua e dalla sua preparazione per uso industriale;
- i rifiuti urbani sono i rifiuti domestici e assimilabili prodotti dalle attività commerciali, industriali e dalle istituzioni, compresi i rifiuti della raccolta differenziata.
Tra i rifiuti urbani pericolosi possono essere quelli che hanno una alta quantità di sostanze pericolose come i medicinali scaduti ed i rifiuti di pile.

La gestione dei rifiuti speciali
L’intermediario dei rifiuti ha un ruolo determinante nel collegare tutto il percorso sulla gestione e trattamento dei rifiuti speciali prodotti.
Infatti, la gestione dei rifiuti speciali avviene sulla base di attività volta a rapportare il produttore dei rifiuti, il trasportare e l’impianto di destinazione delle aziende autorizzate allo smaltimento.
In sostanza, l’attività di intermediazione dei rifiuti ha come obiettivo quello di garantire al produttore di rifiuti la loro collocazione più adeguata in base alla normativa rifiuti speciali in Italia ma anche per quanto riguarda il fattore ambientale ed economico attraverso:
- il trasporto dei rifiuti presso i siti di trattamento, recupero o smaltimento autorizzati, occupandosi anche della logistica e della raccolta rifiuti;
- la gestione della documentazione richiesta come i FIR, i formulari di identificazione dei rifiuti che indicano il tipo di rifiuto ed alla quantità di rifiuti da trasportare;
- assicurarsi del rispetto delle norme ambientali nello svolgimento del servizio di smaltimento dei rifiuti;
- scegliere il luogo di destinazione dei rifiuti come siti di riciclaggio, discariche o inceneritori che sono autorizzati al loro trattamento;
- promuovere la raccolta differenziata e le corrette pratiche ambientali;
- collaborare con le istituzioni locali per il rispetto delle Leggi e delle regole in materia ambientale.
I rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi di cui il detentore si disfa sono oggetto dell’attività dell’intermediario dei rifiuti.
Quali sono i rifiuti speciali pericolosi
Cosa sono i rifiuti speciali? Sono rifiuti che vengono prodotti dalle attività produttive ed in base alla loro pericolosità, determinata dalle sostanze che contengono, i rifiuti speciali pericolosi sono quelli:
- esplosivi;
- comburenti;
- infiammabili;
- irritanti che provocano irritazioni cutanee e lesioni oculari;
- con tossicità specifica per organi bersaglio (STOT) o tossicità in caso di aspirazione;
- da tossicità acuta;
- cancerogeni;
- corrosivi;
- infettivi come i rifiuti sanitari a rischio infettivo;
- tossici per la riproduzione;
- da liberazione di gas a tossicità acuta;
- sensibilizzanti;
- ecotossici;
- altri che non possiedono direttamente una delle caratteristiche di pericolo appena elencate ma possono averle in una fase successiva.
La distinzione con questi rifiuti è importante in quanto i numeri di questa tipologia di rifiuti è in aumento sul totale di rifiuti generati.
Quali sono i rifiuti speciali non pericolosi
I rifiuti speciali non pericolosi sono quelli che non contengono sostanze infette, sostanze tossiche, sensibilizzanti, mutageni o corrosivi.
Essi possono essere rifiuti speciali assimilabili per natura e composizione ai rifiuti domestici indicati anche tra i rifiuti indifferenziati e da raccolta differenziata presenti ma diversamente dal flusso dei rifiuti speciali, è l’amministrazione ad effettuarne la gestione e lo smaltimento di tutta quella serie di rifiuti come:
- carta e cartone;
- vetro, metalli, plastica;
- rifiuti organici, legno, tessili, imballaggi;
- rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche;
- rifiuti di pile e accumulatori e rifiuti ingombranti, come materassi e mobili.
Tali rifiuti sono soggetti ad un trattamento specifico diverso dal flusso dei rifiuti urbani per ridurne la loro pericolosità e la pubblica amministrazione può decidere di destinare i rifiuti non pericolosi prodotti in discariche per rifiuti speciali ed inceneritori autorizzati.
Infine, i rifiuti speciali assimilabili agli urbani come quelli sanitari non infetti saranno oggetto della raccolta rifiuti sanitari e smaltita seguendo la procedura di quelli speciali.
Per conoscere i rifiuti speciali che possono essere considerati urbani in base alla tipologia di produzione di rifiuti:






