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Come smaltire i rifiuti in modo corretto ed evitare sanzioni

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Questa è una guida che vuole dare alcuni consigli su come gestire i rifiuti per lo smaltimento in discarica o negli altri centri autorizzati per non incorrere in sanzioni. I rifiuti possono essere bruciati negli inceneritori o portati in altri impianti specializzati in base al sistema di smaltimento più idoneo e che rispondono a requisiti e standard stabiliti dalla legge per poter procedere nel pieno rispetto dell’ambiente.

Infatti, la normativa sullo smaltimento dei rifiuti e la gestione dei rifiuti speciali e non è sempre in continua evoluzione. Ci sono varie disposizioni che regolano il corretto trattamento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi, dei rifiuti speciali pericolosi e non, dei rifiuti urbani, dei rifiuti ingombranti e dei rifiuti organici.

In particolare, sono le grandi aziende e le piccole e medie imprese, le attività commerciali e quelle artigiane a dover fare attenzione alla gestione rifiuti da loro prodotti per non essere sanzionati a livello civile o penale in caso di mancato rispetto delle norme sulle procedure di raccolta e di smaltimento.

Rispettare in modo corretto le regole su come bisogna tenere i rifiuti in Italia, come devono essere smaltiti, portati in discarica ed eventualmente riciclati e riutilizzati non è importante non solo per la salute umana, dal punto di vista ecologico e per l’impatto sull’ambiente, ma anche per evitare danni economici alla propria attività e anche l’arresto dei responsabili. 

smaltire i rifiuti

Come smaltire i rifiuti: la conserva i documenti per la gestione rifiuti

La documentazione che ogni attività deve conservare per il corretto smaltimento dei rifiuti consta del Registro di Carico e Scarico dei rifiuti, i Formulari Rifiuti ed il MUD, il Modello di Dichiarazione Unica Ambienta Rifiuti con la responsabilità in capo al produttore dei rifiuti.

Infatti, la comunicazione della quantità di rifiuti prodotti annualmente in base alla loro tipologia oltre ad essere un obbligo per molti soggetti è utile per evitare sanzioni da 2.600 a 15.500 euro se il MUD non viene presentato o viene compilato in maniera incompleta o inesatta a meno che non venga inviato entro sessanta giorni dalla data di scadenza prevista, ammorbidendo la multa da riconoscere e che oscilla tra 26 e 160 euro.

Invece, la violazione delle norme sul Registro di carico e scarico prevede sanzioni per omessa o incompleta tenuta di questa documentazione e precisamente:

  • se riguarda i rifiuti pericolosi prevede una sanzione da 15.500 a 93.000 euro e la sospensione da un mese ad un anno per il responsabile dell’infrazione e dell’amministratore (ridotta a una multa che può andare da 2.070 a 12.400 euro se l’attività ha meno di 15 unità lavorative);
  • se concerne i rifiuti che non sono pericolosi la sanzione va dai 2.600 ai 15.500 euro (ridotta a una multa che può andare da 1.040 a 6.200 euro se l’attività ha meno di 15 unità lavorative);
  • in caso di inesattezza e incompletezza dei dati forniti nella comunicazione al catasto, nei registri di carico e scarico, nei formulari di identificazione dei rifiuti trasportati e nelle altre scritture contabili tenute la multa oscilla tra 260 euro a 1.550 euro a meno delle ammesse correzioni;
  • la mancata conservazione di questa documentazione comporta una sanzione da 260 euro a 1.550 euro.

Invece, le sanzioni per un formulario rifiuti assente, incompleto o inesatto porta a una sanzione da 1.600 euro a 10.000 euro per i rifiuti non pericolosi, Stessa sanzione ma con due anni di reclusione in più per i rifiuti pericolosi. Si può incorre in una multa tra i 260 euro e i 1.550 euro per il trasporto dei rifiuti con formulario incompleto o inesatto e la stessa sanzione è inflitta a chi non conserva tale documentazione.

La classificazione per il corretto processo di gestione dei rifiuti

La classificazione dei rifiuti è importante per comprendere i tipi di rifiuti prodotti dalla propria attività e per il tipo di smaltimento da applicare.

Per farlo servono per consulenti ambientali e le analisi di laboratorio per classificare la natura dei rifiuti ed indicare il CER, il codice del Catalogo Europeo dei Rifiuti.

Le sanzioni previste per errori nella classificazione dei rifiuti variano da 1.600 a 10.000 euro e fino a due anni di reclusione se la condotta è eseguita con dolo.

Ricordiamo che la responsabilità sulla correttezza della classificazione dei rifiuti è in capo al produttore anche quando collabora con soggetti esterni come gli intermediari o i consulenti. 

come si smaltiscono i rifiuti

Il corretto smaltimento dei rifiuti

In capo al produttore dei rifiuti è anche la responsabilità sul loro relativo smaltimento presso impianti di smaltimento autorizzati come discariche, di riciclaggio e di recupero dei rifiuti.

Il produttore se ne può occupare direttamente oppure affidarsi ad intermediari dei rifiuti, facendo attenzione che essi siano correttamente registrati presso l’Albo dei Gestori Ambientali.

Infatti, nel caso di collaborazione con società di intermediazione dei rifiuti, il produttore deve controllare che abbia le autorizzazioni necessarie e conservarle in caso di controlli. 

Non solo il produttore ma chiunque effettua una attività di raccolta, trasporto, recupero, smaltimento, commercio ed intermediazione di rifiuti senza la relativa  autorizzazione, iscrizione o comunicazione rischia l’arresto da 3 mesi ad un anno ed una sanzione amministrativa da 2.600 a 26.000 euro per i rifiuti non pericolosi, stessa multa per i rifiuti pericolosi ma con arresto raddoppiato.

Il deposito temporaneo prima dello smaltimento o recupero dei rifiuti

Lo smaltimento dei rifiuti rappresenta l’eliminazione definitiva dei rifiuti speciali, mentre il recupero comporta la trasformazione dei rifiuti in nuovi materiali, prodotti o energia, anche attraverso la raccolta differenziata.

Il rispetto delle norme sul deposito temporaneo dei rifiuti è importante per organizzare al meglio la loro gestione prima che essi vengano affidati al trasportatore.

Sotto questo aspetto, bisogna considerare i limiti quantitativi da conservare prima della consegna agli intermediari che può avvenire a scelta del produttore ogni tre mesi indipendentemente dal quantitativo dei rifiuti oppure 30 metri cubi di cui al massimo 10 di rifiuti pericolosi. Inoltre, bisogna stoccare in categorie omogenee, imballare, etichettare e conservare in ambienti idonei i rifiuti in base alla tipologia di rifiuti per evitare danni all’ambiente.

Infatti, il deposito temporaneo incontrollato o abbandonato comporta per le attività una da 2.600 a 26.000 euro più l’arresto da tre mesi ad un anno per i rifiuti considerati non pericolosi mentre raddoppia la pena se si tratta di rifiuti che contengono sostanze pericolose.

 

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