La caratterizzazione rifiuti è un processo che prevede l’analisi chimica degli stessi al fine di conoscere il loro grado di pericolosità.
Per fare questa analisi chimica serve conoscere l’intero ciclo produttivo che crea il rifiuto per sapere quali sostanze cercare.
L’analisi si svolge prendendo un campione del rifiuto che deve essere rappresentativo rispetto alla sua totalità, ovvero deve avere le caratteristiche dell’intera massa. Se si è di fronte ad un rifiuto pericoloso, è necessario indicarne il tipo di pericolo, secondo le classi di pericolosità HP.
Completata l’analisi, bisogna compilare la scheda di caratterizzazione del rifiuto che deve essere conservata ed esibita a richiesta. Al suo interno, bisogna indicare una descrizione dettagliata del ciclo produttivo del rifiuto, le sostanze che lo compongono, le schede di sicurezza dei vari materiali rilevati e se svolte, le analisi di classificazione per conoscere la concentrazione delle sostanze presenti o verificarne l’effettiva presenza.

La classificazione dei rifiuti prima della caratterizzazione dei rifiuti ed il Codice CER
La classificazione dei rifiuti viene svolta prima della caratterizzazione rifiuti per identificare la tipologia di rifiuto cui si è di fronte e dare il codice CER di 6 cifre che permette di rintracciarlo nel Codice Europeo dei Rifiuti.
All’interno di questa classificazione, essi potranno essere catalogati come CER di rifiuti non pericolosi assoluti, CER di rifiuti pericolosi assoluti con asterisco e con codice a specchio, ovvero formato da due codici di sei cifre uguali di cui uno ha un asterisco che indica il fatto che può contenere delle sostanze che lo fanno considerare pericoloso o meno.
Proprio per questo tipo di rifiuti con codice CER a specchio è necessaria la caratterizzazione rifiuti. Infatti, questi contengono sostanze la cui rilevazione del grado di pericolosità dipende da come il ciclo produttivo le ha modificate.
Solo con la caratterizzazione analitica conferma la pericolosità dei materiali indicato delle schede di sicurezza e si può comprendere se le sostanze presenti nel campione rappresentativo del rifiuto sono state modificate dal ciclo produttivo.
Cosa si intende per caratterizzazione di un rifiuto e quando farla
L’analisi di caratterizzazione del rifiuto serve a determinare la natura di rifiuto pericoloso e non pericoloso, fondamentale per capire il trattamento dei rifiuti da applicare.
Tale caratterizzazione deve essere eseguita quando:
- si deve determinare il CER a specchio, indicando l’asterisco o meno, determinante per la gestione dei rifiuti presso gli impianti di smaltimento o di recupero;
- per i rifiuti speciali si deve svolgere al primo conferimento di rifiuti pericolosi e non e ripetuta una volta all’anno o ogni volta che si modifica del processo che ha originato tali rifiuti;
- per i rifiuti speciali pericolosi la caratterizzazione deve essere svolta al primo conferimento e ripetuta ad ogni cambiamento del processo che li genera o ogni dodici mesi;
- per i rifiuti speciali non pericolosi la caratterizzazione si deve ripetere ogni 24 mesi.
I rifiuti possono essere pericolosi e nella classificazione HP potranno essere indicati in base alle sostanze che contengono come esplosivo, comburente, infiammabile, irritante, nocivo, tossico, cancerogeno, corrosivo, infettivo, teratogeno, mutageno, liberazione di gas a tossicità acuta, sensibilizzante, ecotossico o un rifiuto che non possiede direttamente una delle caratteristiche di pericolo elencate ma può manifestarla successivamente.

Caratterizzazione e classificazione dei rifiuti: perché sono importanti
Classificazione e caratterizzazione dei rifiuti sono analisi importanti da compiere in quanto ogni impresa produce rifiuti.
Queste analisi vengono fatte prima di predisporre un deposito temporaneo dei rifiuti, i registri di carico e scarico e firmare accordi per il loro recupero o smaltimento di tali rifiuti e sono a carico del produttore di rifiuti.
Sottoporre i rifiuti a caratterizzazione permette di determinare le caratteristiche del rifiuto e stabilire se un rifiuto può essere ammesso in un impianto di recupero o di smaltimento.
Conoscendo la composizione dei rifiuti, anche considerando il processo originante i rifiuti, dà l’opportunità di svolgere le operazioni di smaltimento in sicurezza e le imprese che li producono sono sollevate da ogni responsabilità che riguarda tale processo.
La scheda di caratterizzazione e quella di sicurezza
La caratterizzazione ha lo scopo di dare informazioni fondamentali in merito ai rifiuti, per la corretta gestione dei rifiuti e capire la loro ammissibilità agli impianti di gestione dei rifiuti.
Sotto questo aspetto, bisogna fare una precisazione tra scheda di sicurezza e quella di caratterizzazione. Infatti, la prima indica il grado di pericolosità delle sostanze presenti nel rifiuto mentre la seconda specifica la pericolosità del rifiuto in base alla modifica delle sostanze all’interno del processo produttivo.
Dopo aver eseguito la caratterizzazione sarà possibile il conferimento dei rifiuti in discarica ed i rifiuti speciali presso impianti di smaltimento o di recupero autorizzati.
Sotto questo aspetto il DM 27/09/2010 e s.m.i indica i criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica ed il D. Lgs. 13 gennaio 2003 impone ai produttori di svolgere il procedimento di analisi chimica per il corretto recupero e smaltimento di rifiuti derivanti dalla propria attività.






